A.S.D. Circolo della scherma "G.Pettorelli"

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Comunicati stampa

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E' scomparsa a 74 anni Pinuccia Bersani, fu olimpionica di scherma che nel 1972 a Monaco arrivò quarta nella gara a squadre. Bossalini: «Era entusiasta e sapeva trasmettere ai giovani la bellezza di questo sport». Carlo Polidoro: «E' stata l'atleta più forte nella sua arma»

PIACENZA (3 feb.) - Lo sport piacentino piange la scomparsa di Giuseppina Bersani. Se ne è andata a 74 anni l’atleta olimpica piacentina della scherma che partecipò ai Giochi Olimpici di Monaco di Baviera nel 1972, ottenendo il quarto posto con la squadra azzurra di fioretto femminile. Pinuccia lascia un figlio.

Conosciuta da tutti come Pinuccia - ma chiamata Pinni dai suoi tantissimi giovani allievi - aveva iniziato la carriera proprio al Circolo Pettorelli. Più volte nazionale, Bersani ha gareggiato in tornei internazionali raggiungendo numerosi riconoscimenti. Nel 1970, tra gli altri, il Coni le ha conferito la Benemerenza di bronzo.

Ma nel palmares di Bersani spiccano il quarto posto ai campionati del mondo a Vienna nel 1971 e, prima, l’oro al torneo internazionale di Montecarlo (1968). Nel 1967 e 1969 è stata campionessa italiana, titolo tricolore che conquisterà di nuovo nel 1974 a squadre.

Colpito dalla perdita è Alessandro Bossalini, presidente del Pettorelli, che la ricorda con affetto: «Una grandissima campionessa. Sono legato a Pinuccia perché con lei ho condiviso una parte del percorso al Pettorelli. Era tornata a insegnare a piacenza negli Anni 2000, su mia richiesta. Aveva un grande entusiasmo nell’insegnare ai bambini, era comunicativa, esprimeva passione e felicità per la scherma. Era una donna capace di far emergere la bellezza di questo sport. Sono contento che abbia potuto insegnare a Piacenza e trasmettere a una generazione di ragazzi questo entusiasmo”.

La giovane Pinni iniziò a impugnare il fioretto sotto la guida di uno dei padri del Pettorelli, il maestro Bruno Polidoro che lei stessa ha sempre ricordato con affetto. Carlo Polidoro, figlio di Bruno e anch’egli maestro, non ha dubbi: «Pinuccia è stata l’atleta più forte nel fioretto. La ricordo insieme con altre due bravissime, Silvana De Marco e Matilde Astrua. Mio padre Bruno l’ha seguita dagli inizi, fino a portarla in nazionale. E mio papà mi portava spesso a vedere le gare con la Bersani, sia nazionali sia internazionali. Poi, come è accaduto a molti atleti, anche lei emigrò a Milano, per confrontarsi con atleti di livello superiore».

Tra i primi a porgere le condoglianze, è stata la Federazione italiana scherma con il presidente Paolo Azzi: «Alla famiglia Bersani e a tutti gli amici della scherma piacentina giungono le più sentite condoglianze” del Consiglio federale e della Fis. 

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Gli spadisti del Pettorelli accedono alla seconda prova zonale, da cui usciranno i partecipanti alla fase finale dei Tricolori. Stacca il pass anche la new entry spagnola Dana Raposo

Sei atleti uomini e due donne del Pettorelli si sono qualificati per la seconda prova zonale assoluta, il 4 marzo in Abruzzo, da cui usciranno coloro che parteciperanno alla finale del campionato italiano.

Nell’ultima prova a Conselice (Ravenna) hanno staccato il pass gli spadisti Angel Fabregat, Francesco Curatolo e Paolo Carini. Il terzetto si aggiunge ai compagni Andrea Polidoro, Tommaso Bonelli e Tomas Gonell, qualificatisi in precedenza. Sul versante femminile, qualifiche anche per Dana Raposo (una new entry dalla Spagna) e Margherita Libelli.

Raposo, ventenne, entra a far parte del team del Pettorelli, sotto la guida di Alessandro Bossalini (“soddisfatto per queste nuove qualificazioni”). La giovane spadista è spagnola, arriva da Madrid ed è titolare della nazionale iberica.

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Telefono Rosa-Città delle donne incontra staff e genitori del Circolo della scherma Pettorelli. Bossalini: «Prevediamo allenamenti promiscui e siamo avanti su queste tematiche»

«Nello sport siamo un po’ indietro rispetto alla piena parità di genere. Ci sono ancora molti stereotipi tra maschile e femminile in alcuni sport. Comunque, a Piacenza la situazione appare buona. Anche nel mondo dello sport in generale è presente la violenza di genere, la psicologica è quella trasversale a tutti i tipi di violenza, anche se non è possibile quantificare quelle fisiche e sessuali perché i dati restano nell’oscurità in quanto è molto difficile denunciare». 

Maria Lettieri, psicologa e psicoterapeuta del Telefono Rosa Piacenza-Associazione ‘La città delle donne Odv’, ha tenuto insieme ad altre operatrici al Circolo della Scherma Pettorelli, presieduto da Alessandro Bossalini, un ciclo di incontri per il progetto “Palla al centro: Change the game!” (che fa parte dei progetti dell'antidiscriminazione promossi dal Comune di Piacenza) per sensibilizzare sulla violenza di genere presente anche nello sport e inoltre spiegare le attività e i servizi del centro che aiuta le donne che subiscono violenza. «L’associazione istituita nel 1994, è operativa dal 1996 - ha spiegato Lettieri – e il nostro obiettivo è sia quello di sostenere le donne che si rivolgono al Centro ma anche quello di contrastare il fenomeno della violenza contro le donne attraverso attività di prevenzione e sensibilizzazione, visti i dati allarmanti sulla violenza sulle donne e della presa di coscienza che porta a tante denunce».

Il focus sulle società sportive - l’associazione è in contatto con altre realtà per incontrare tecnici, famiglie, ragazzi e ragazze di diverse discipline - può sembrare distante dalla realtà, ma lo sport è una delle agenzie educative più importanti, un nodo fondamentale per la rete composta da più attori (associazioni, istituzioni, volontariato). «Vogliamo promuovere la parità di genere, ma siamo un po’ indietro. Basti pensare che la prima Carta europea dei diritti delle donne nello sport esiste solo dal 1985 e ha permesso alle donne di gareggiare e di svolgere sport prima a loro preclusi» ha continuato Lettieri. Dal punto di vista del rispetto dei diritti e della parità, «il Pettorelli è un’oasi felice, sia per la sensibilità dimostrata rispetto ad una tematica importante come la violenza di genere sia perché si avvale di istruttori molto preparati e attenti ai loro allievi». 

Soddisfatto dell’impegno degli incontri - con atleti, genitori e istruttori – è Bossalini: «Sono molto contento di aver promosso questi incontri e del coinvolgimento emotivo e partecipativo di tutte le categorie coinvolte. Premesso che la scherma prevede allenamenti promiscui, in questo senso siamo molto avanti nella gestione di certe tematiche, è sempre interessante attirare atleti genitori e tecnici per approfondire la conoscenza di loro stessi in funzione delle relazioni che si attivano di volta in volta. La risposta è stata molto empatica e ringrazio tutte le componenti che sono intervenute perché hanno arricchito il nostro palinsesto di nuovi spunti ed idee». 

Secondo Lettieri, nello sport ancora sopravvivono stereotipi e pregiudizi e anche gli allenatori devono spogliarsi dai pregiudizi, perché spesso emergono stereotipi, rispetto al tipo di allenamento e alla prestanza fisica. 

Il centro è gestito da tutte donne, tutte volontarie, anche se fra di loro vi sono professioniste in diversi campi (psicologico, giuridico): «Chi ha subito maltrattamenti o violenza da un uomo tende ad aprirsi con altre donne. La maggior parte delle violenze avviene in ambito familiare/domestico. Come in ogni relazione, anche in quella maltrattante, vi è sempre un inizio descritto dalle donne come normale dove c'è un ambiente di fiducia ci sono momenti di felicità, poi la violenza si insinua per gradi nella coppia all'inizio con tensioni e ostilità che non sempre sono individuati e si radicano nella relazione in maniera subdola e graduale. Gli uomini maltrattanti non sono tutti malati, ma sono incastrati in dinamiche di stereotipi che relegano la donna quasi esclusivamente ad ruolo tradizionale di cura e sostegno familiare. La violenza è trasversale a classi sociali, etnie e religioni. Si spera sempre che l’altro cambi e si rimane accanto all’uomo violento, ma l’amore non è mai violenza. E la violenza non va mai giustificata». 

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Qualificazione regionale, ottime prove anche di Cecchet, Parenti e Bertuzzi. Bossalini: "Molto contento, gli spadisti migliorano di gara in gara"

Nuovo exploit del Pettorelli che a Lugo (Ravenna) si piazza ai vertici della seconda prova di qualificazione regionale di spada. Tommaso Bonelli si piazza al primo posto nella categoria Giovani, mentre non smettono di brillare Valentino Monaco e Andrea Bossalini, rispettivamente secondo e terzo, negli Allievi. Hanno raggiunto la finale anche Irene Cecchet (quinta nelle Cadette) e Linda Bertuzzi (ottava nelle Giovanissime).

La due giorni romagnola ha, però, portato altri buoni risultati per gli spadisti del Pettorelli. Tra le Cadette si è messa in evidenza Irene Cecchet (quinta) seguita da Camilla Parenti (17), mentre nei maschi apprezzabile la prova di Luca Gasparini. Ma il duo di spadiste in rosa si è imposto anche nella categoria Giovani, dove Parenti si è piazzata dodicesima e Cecchet 17esima.

Negli allievi, oltre agli exploit di Monaco e Bossalini, si registrano anche le buone prove di Edoardo Franchi (21), Luca Mattiello, Riccardo Morini ed Emma Gagliardi.

Ottima la prova di Bertuzzi nelle Giovanissime, categoria che ha visto in pedana anche Ester Chiappa (11) e Benedetta Danese, mentre tra i maschi si segnala l’undicesimo posto di Yuri Barilli. Tra i Maschietti, infine, buono il piazzamento di Gabriele Guglielmetti (13).

A bordo pedana, ragazzi e ragazze, sono stati seguiti da Milly Polidoro, Francesco Monaco, Amedeo Polledri e Alessandro Bossalini, il presidente del Pettorelli che si è detto “molto contento delle prestazioni degli atleti biancorossi che migliorano di gara in gara. Bene Bonelli che ha vinto una gara competitiva. È tornato il Bonelli di sempre che non solo ha vinto tutti gli incontri, dal girone alle dirette, ma ha anche mostrato una bella scherma. Valentino e Andrea sono ancora sul podio e si dimostrano tra i migliori spadisti in Italia, dimostrando una costanza impressionante di risultati. Tra le Cadette, ottimi i risultati di Cecchet e Parenti, che confermano un deciso miglioramento tecnico. Tra gli Under 14, buono il piazzamento di Bertuzzi e incoraggianti le prestazioni di Barilli e Guglielmetti”.

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Prima prova Under 14. Terzo posto per l’atleta del Pettorelli e Andrea Bossalini è 11°. Il Boss: “Valentino si conferma ad alti livelli. Bene la prova degli altri atleti biancorossi”

Nuovo podio per Valentino Monaco che a Ravenna strappa un bronzo nella prima prova del Gran premio giovanissimi (Under 14). Il Pettorelli, nella categoria Allievi che ha visto 190 atleti in pedana, piazza anche Andrea Bossalini all’11° posto posizionando la società piacentina ai vertici della scherma nazionale. In totale, hanno gareggiato 12 atleti biancorossi nelle diverse categorie che hanno visto in pedana centinaia di spadisti di tutta la regione.

Alla gara ravennate, seguiti dallo staff tecnico composto da Alessandro Bossalini, Francesco Monaco e Milly Polidoro, sono scesi in pedana anche Luca Mattiello e Riccardo Morini (Allievi), Edoardo Franchi – buono il suo 28esimo posto – e Milo Matrone (Ragazzi), mentre fra le Ragazze ha tirato Ludovica Nigra. Infine, da segnalare il buon piazzamento di Gabriele Guglielmetti, al 25esimo posto. La spada femminile ha visto in gara quattro atlete nella categoria Giovanissime: Linda Bertuzzi, Ester Chiappa, Benedetta Danese e Flavia Gandelli.

Soddisfatto delle prestazioni delle spade biancorosse il presidente del Pettorelli, Bossalini: “Valentino si conferma ad altissimi livelli, battendo anche il campione italiano e salendo sul podio.  Buona anche la prova di Andrea che, reduce da un infortunio, ha perso per una stoccata l'occasione di entrare nella finale a otto. Ho comunque visto miglioramenti in tutti i ragazzi scesi in pedana. Confortanti, inoltre, le belle prestazioni di Guglielmetti e Franchi, che si sono distinti tra i migliori atleti della loro categoria”.

  

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